Ambiente e postazione, i disturbi e i rimedi

MARCO TURBATI *

Nelle società occidentali sempre più si sta sviluppando il lavoro “d’ufficio” a scapito del lavoro nelle industrie manifatturiere o nel campo agrario. Tale situazione ha portato a profonde modifiche nel quadro sia della medicina del lavoro, sia nella necessaria attività di prevenzione dei rischi professionali.
Il lavoro “d’ufficio” è caratterizzato come noto da una prolungata postura seduta, da un impegno protratto sia degli arti superiori (in articolare dell’avambraccio, del polso e della mano) e dell’apparato visivo .
Spesso coloro che debbono passare molte ore in tale attività lavorativa possono accusare disturbi sia a carico dell’apparato visivo che della schiena e/o delle braccia. Senza voler superare l’attività di educazione e sorveglianza sanitaria , così come previsto dalla legge(il decreto legislativo 81 del 2008) che individua una serie di azioni rivolte alla riduzione-eliminazione dei rischi in tutti gli ambiti lavorativi e i necessari controlli sanitari in color che sono esposti a specifici rischi lavorativi, vorremmo sottolineare alcuni punti che appaiono necessari per evitare di soffrire di fastidiosi disturbi correlabili all’attività lavorativa.
Per prima cosa dovremmo considerare l’ambiente ove svolgiamo la nostra attività. Gli uffici certamene non presentano situazioni di elevato rischio per la salute, non siamo in cantieri, o in industrie, ove il rischio infortunistico è sempre presente, ma anche condizioni microclimatiche come alterazioni della temperatura oltre i valori considerati “confortevoli”, flussi d’aria fastidiosi e non corrette situazioni di illuminazione possono creare stati di “disconfort” che, se prolungati, possono creare vere patologie.
Altro aspetto che merita la massima attenzione è la postazione di lavoro. Con tale termine si intendono il tavolo, la sedia, il personal computer e gli strumenti di input (tastiera, mouse) e di output (video, stampante). Premesso che l’intera postazione deve possedere precise caratteristiche che sono indicate in un allegato (il XXXIV) del decreto legislativo citato, spesso è l’utilizzo scorretto a creare problemi.
Avere una sedia perfettamente a norma, ma tenere una postura scorretta creerà grossi disturbi alla schiena; utilizzare il mouse in modo scorretto condurrà a disturbi del polso sino anche alla comparsa della cosiddetta sindrome del tunnel carpale.
Oggi gli schermi non hanno più i limiti dei vecchi “monitor” che ponevano anche dubbi sulla eventuale emissione di radiazioni, quindi non hanno più “sfarfallamenti” delle immagini, sono inclinabili, hanno la possibilità di variare la luminosità e le caratteristiche dei caratteri utilizzati, ma una scorretta posizione rispetto all’operatore (ad esempio se posti sul lato del tavolo che spesso è pieno di documenti) oppure ad un’altezza non corretta, obbligando ad una spiccata flessione del capo, creeranno dei problemi a livello cervicale con frequenti cefalee o disturbi alle spalle.
Anche l’errato contrasto tra la luminosità della stanza e quella del monitor può essere causa di “astenopia” (l’insieme di disturbi quale bruciore, lacrimazione, sensazione di “sabbia” negli occhi, affaticamento della vista, visione offuscata ecc ).
Per evitare molti di questi disturbi oculari esistono norme che se applicate consentono di svolgere il proprio compito senza presentare l’insieme di disturbi segnalati. In particolare è sempre necessario:

  • controllare l’ubicazione del videoterminale rispetto alle finestre e ad altre fonti di luce
  • evitare abbagliamenti o eccessivi contrasti di chiaro-scuro
  • evitare condizioni ambientali sfavorevoli (ad esempio aria troppo secca, presenza di correnti d’aria fastidiose, temperatura troppo bassa o troppo alta)
  • garantirsi caratteristiche adeguate del software (ad esempio rappresentazione soddisfacente dei caratteri) e del videoterminale (assenza di sfarfallamento dei caratteri e dello sfondo)
  • utilizzare sempre una corretta postazione di lavoro per non dover guardare il monitor di lato
  • necessità di distaccare frequentemente lo sguardo dal pc guardano oltre il monitor, poiché la posizione statica e l’impegno visivo di tipo ravvicinato e protratto nel tempo comportano una forte sollecitazione dei muscoli per la messa a fuoco e la motilità oculare
  • controllare che non siano presenti difetti visivi non o mal corretti, situazioni che aumentano lo sforzo visivo

Per quanto riguarda invece i disturbi osteoarticolari è necessario:

  • mantenere una postura corretta regolando il proprio sedile
  • utilizzare, se necessario, un poggiapiedi
  • nelle pause lavorative effettuare esercizi di decontrazione muscolare di spalle, collo e braccia

Se regolarmente applicheremo queste attenzioni, potremo garantirci migliori condizioni fisiche nel nostro lavoro evitando molti dei disturbi che non consentono di “star bene in ufficio” .

* Specialista in patologie cardiovascolari, consulente sanitario Qu.A.S.

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