Così è partita la prevenzione personalizzata

MARCO TURBATI*

L’attività che la Cassa ha svolto negli anni ha sempre coniugato l’impegno in ambito assistenziale (fornendo un supporto economico per garantire le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione) con iniziative di prevenzione. Le attività di prevenzione sino ad oggi sviluppate sono sempre state, al pari di quanto diffusamente offerto, tese a garantire una diagnosi precoce mirata all’individuazione di specifiche patologie secondo “pacchetti” predefiniti che miravano a individuare alterazioni specifiche di un organo o un apparato. Oggi, in linea con quanto fortemente raccomandato dai principali organismi scientifici internazionali e già presente in varie nazioni, il consiglio di amministrazione ha deciso di varare un progetto sperimentale con un nuovo modello di intervento: la prevenzione personalizzata partita dal 1° di ottobre.

Il progetto in corso è di tipo sperimentale, la durata è variabile fino al raggiungimento di un numero sufficiente, statisticamente valido, ai fini di individuare il modello migliore non solo ai fini clinici ma anche di sostenibilità economica. La sperimentazione prevede un minimo di tremila accessi eseguiti.

L’analisi dei risultati verrà eseguita, oltre che dagli esperti in QuAS., dai ricercatori dell’Università statale di Napoli “Federico II”, cattedra di Igiene e Medicina Preventiva, e dalla cattedra di Matematica Attuariale dell’Università di Cagliari.

Si ribadisce che trattasi di sperimentazione volta a ricercare un modello fruibile in seguito da tutti gli associati, con l’immissione nel Nomenclatore Tariffario e che, in questa fase, è offerta solo a coloro che volontaristicamente vogliono partecipare, fino al raggiungimento del numero minimo, e che siano vicini ai Centri pilota scelti per la sperimentazione.

Ed ecco alcune note informative sullo svolgimento della sperimentazione. In aggiunta agli attuali pacchetti di prevenzione focalizzati, questa nuova modalità di intervento si basa su una attività di diagnosi “guidata” da un medico responsabile, operante presso un centro polispecialistico individuato dalla QuAS.

Tale specialista, basandosi su una attenta analisi familiare e personale, una completa valutazione clinica e una serie iniziale di esami, predisporrà per ogni partecipante un protocollo personalizzato che, nel caso di evidenza di particolari livelli di rischio/sospette alterazioni, verrà integrato da ulteriori esami, tesi a giungere a una rassicurazione sullo stato di salute.

L’intera fase, che verrà svolta presso i centri clinici che hanno aderito all’iniziativa, sarà senza alcun carico economico per il partecipante poiché sarà QuAs a sostenere tutti i costi.

Nel caso di evidenza di sospette patologie, il medico referente stilerà una sintesi per il medico curante di fiducia che, in base a tali indicazioni, potrà prescrivere gli ulteriori esami, finalizzati alla conclusione dell’intero processo diagnostico.

Lo svolgimento dell’intero processo diagnostico presso la struttura convenzionata di riferimento verrà sviluppato, ove possibile, con un unico accesso. In specifici casi, e per motivate necessità cliniche e organizzative, potrà essere richiesto un secondo accesso alla struttura sanitaria che avverrà in tempi diversi, al fine di concludere l’intero programma di valutazione.

È ovvio che comunque persiste la possibilità per tutti gli associati di continuare a fruire dei “pacchetti” di prevenzione, sia in forma diretta che sotto forma di rimborso presso i centri di fiducia, attualmente presenti nel piano sanitario della Cassa.

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*Cardiologo, consulente scientifico Qu.A.S


Come aderire 

  1. sul portale QuAS collegarsi al sito indicato dall’icona
  2. effettuare la registrazione
  3. scegliere la struttura preferita
  4. sarete contattati per concordare ora giorno per lo svolgimento del progetto

oppure 

  1. contattare direttamente la struttura prescelta (la lista è presente sul portale QuAS nel settore dedicato alla campagna di prevenzione) 
  2. presentarsi alla struttura sanitaria a digiuno e con un campione delle urine
  3. nel corso della giornata verranno svolti tutti gli esami del protocollo
  4. consegna delle risultanze con discussione delle stesse con il medico referente

Si ricorda che la sperimentazione si potrebbe concludere subito dopo il raggiungimento dei 3.000 accessi eseguiti, come da indicazioni delle Istituzioni coinvolte (Università di Napoli e Università di Cagliari).