Vademecum per abbronzarsi bene senza rischi

 MARCO TURBATI *

Con l’arrivo della bella stagione abbiamo cominciato a godere del calore e della luce che in queste giornate possiamo avere dal sole. I vantaggi dell’esposizione solare sono noti sia per l’azione sulla formazione della vitamina D o sul tono dell’umore, sia per malattie dermatologiche quali ad esempio la psoriasi e gli eczemi, o per l’azione antiseborroica. I raggi del sole aiutano inoltre ad attenuare e a prevenire i sintomi di alcune malattie non della pelle, come per esempio l’artrite, la ritenzione idrica, le contratture muscolari ed i dolori ossei.

Tutti questi vantaggi non devono però farci scordare i rischi di una esposizione “sconsiderata”, perché le radiazioni solari  hanno la capacità di stimolare i processi cellulari ma anche, se in eccesso, di creare danni in prima istanza alla cute sovraesposta,  ma anche agli occhi e perfino esser la causa di alterazioni del sistema immunitario.

Sulla base della letteratura scientifica, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha identificato 9 malattie strettamente legate all’esposizione a radiazioni ultraviolette:

  • Incremento della percentuale di melanoma cutaneo (un tumore maligno dei melanociti, cellule della pelle che producono il pigmento cutaneo)
  • Aumento di carcinoma squamoso della pelle (altro tumore maligno che comunque, rispetto al melanoma, ha un’evoluzione più lenta ed è associato a minore mortalità)
  • Comparsa di carcinoma basocellulare (il cosiddetto basalioma), tumore cutaneo che si sviluppa prevalentemente in età avanzata sulle zone particolarmente esposte quali fronte, capo, radice del naso o labbro superiore e si diffonde lentamente e localmente
  • Carcinoma squamoso della cornea o della congiuntiva (un raro tumore oculare)
  • Comparsa di cheratosi attinica (alterazione cronica della pelle che in rare occasioni può anche degenerare)
  • Scottature e ustioni cutanee
  • Incremento dell’incidenza di cataratta corticale, una degenerazione del cristallino, che diventa sempre più opaco fino a compromettere la vista
  • Inspessimento della congiuntiva che porta a opacizzazione della cornea o a una limitazione dei movimenti oculari (tale alterazione è detta Pterigio)
  • Riattivazione dell’herpes labiale, a causa dell’immunosoppressione indotta dall’ccesso di UV.

Per ridurre tali rischi sono necessarie alcune accortezze nell’esposizione oltre all’utilizzo di  filtri solari.

Filtri solari. Sono creme caratterizzate da un cosiddetto fattore di protezione solare (SPF) che fornisce un’indicazione numerica (da 6 a 50+) relativa alla capacità del prodotto di schermare o bloccare i raggi del sole. La valutazione del SPF è calcolata rapportando la quantità di tempo necessario per produrre una scottatura sulla pelle protetta con filtro e senza filtro. Tuttavia, è un errore comune ipotizzare che la durata di efficacia di un filtro solare possa essere calcolata semplicemente moltiplicando il SPF con la durata del tempo necessario per subire danni cutanei senza protezione solare.

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Una serie di fattori influenzano, infatti, la quantità di radiazioni solari che raggiunge una persona, tra cui la durata dell’esposizione, l’ora del giorno, la posizione geografica e le condizioni meteorologiche. I dermatologi raccomandano di utilizzare un fattore di protezione solare non inferiore a 15 e, generalmente, un fattore di protezione pari a 30 è considerato l’indice più adatto alle persone che svolgono attività all’esterno per lunghi periodi di tempo.

Le accortezze nell’uso delle creme possono essere compendiate nei seguenti consigli  che potranno, se correttamente applicati, difenderci dal rischio di fastidiose  scottature.

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  • Per le attività svolte all’esterno per lunghi periodi di tempo (quattro o più ore di esposizione al sole) scegliere una protezione solare che offra un fattore SPF pari a 30 o superiore.
  • Generalmente, il numero SPF indica solo ‘’efficacia di una protezione solare contro i raggi UVB (quindi contro le scottature solari). Per difendere la pelle sia dai raggi UVB che UVA (che causano un invecchiamento precoce della pelle), cercare una protezione solare che possa fornire protezione UV ad ampio spettro (UVA/UVB). Queste indicazioni sono spesso presenti in etichetta o sulla confezione del prodotto solare.
  • Agitare bene il contenitore e distribuire la protezione solare generosamente su tutta la pelle esposta. La maggior parte degli adulti dovrebbe indicativamente utilizzare, per la copertura di tutto il corpo, circa 35 ml di crema solare (quantità pari a un bicchierino da liquore, per ogni applicazione). Applicare uno strato troppo sottile di prodotto potrebbe ridurre la capacità del filtro solare di assorbire o riflettere la luce UV. Prestare particolare attenzione alle zone sensibili come il naso, le orecchie e i piedi. La protezione solare dovrebbe essere distribuita sulla pelle asciutta trenta minuti prima dell’esposizione. Riapplicare la stessa quantità di crema solare ogni due ore.
  • Quando un prodotto viene presentato come resistente all’acqua significa che è in grado di mantenere la sua capacità protettiva nel tempo. Si consiglia di ripetere comunque l’applicazione del prodotto dopo un contatto prolungato con acqua, sudore o varie superfici (asciugamani, vegetazione o sabbia).
  • Il cielo coperto richiede comunque protezione solare, poiché la luce UV (in particolare UVA) è in grado di penetrare attraverso le nubi. I raggi solari possono anche attraversare il vetro. Di conseguenza, la pelle potrebbe essere esposta a rischio di invecchiamento anche per l’azione della luce del sole proveniente da una finestra. Per queste ragioni, alcune persone includono la protezione solare nella loro routine cosmetica quotidiana.
  • L’ombra e gli indumenti protettivi (copricapo a tesa larga, camicie a maniche lunghe ecc.) sono altri metodi per schermare la pelle dai raggi UV. Molti sostengono che la prima linea di difesa per la pelle consista nell’indossare indumenti realizzati con tessuti a protezione solare, con un fattore di protezione UV (la sigla è UPF), realizzati con un particolare trattamento per bloccare i raggi solari. Una semplice maglietta di cotone bianco offre un UPF tra 4 e 8, e se bagnata fornisce protezione minore.
  • La protezione solare deve assolutamente essere riacquistata ogni anno.
  • Per le pelli particolarmente sensibili e i bambini, oltre a coprirli sempre con un cappellino, usare sempre nelle prime esposizioni la protezione a “schermo totale” che non garantisce la tanto aspirata “abbronzatura” ma protegge da rischi di brutte scottature ed eritemi e poi la pelle, che sa di borotalco, dei nostri piccoli principi non ha prezzo!

Allora, forza, buone passeggiate all’aria e al sole ma non dimenticate il cappellino!

* Cardiologo. Consulente sanitario Qu.A.S.

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