Benefici e segreti dell’antico “pane dei poveri”

MARCO TURBATI*

Per secoli sono state il “pane dei poveri”. Le castagne sono un frutto molto prezioso, sia per la bellezza degli alberi che appartengono alla famiglia delle fagaceae e sono molto diffusi nell’Europa meridionale e in particolare in Italia, sia per le loro proprietà e qualità. Dentro una buccia marrone, grande e resistente, c’è una polpa che ha straordinarie caratteristiche energetiche e nutritive. Non si conoscono le esatte origini del castagno. Ritrovamenti di reperti fossili attestano che l’albero dovrebbe derivare da un ceppo originatosi nel Terziario, circa dieci milioni di anni fa, che in un periodo a clima caldo si era diffuso in Asia, Europa e nelle Americhe. Molteplici sono gli scritti dai quali si evince che la castagna era conosciuta in Grecia sin dall’antichità. Tuttavia, il fatto che in essi vengano utilizzate diverse espressioni per indicarla, ha spesso causato dubbi e confusioni.

Varietà, caratteristiche e diffusione.
Già Ippocrate I (IV secolo a. C.) parla di “noci piatte” di cui esalta, una volta giunte a maturazione, il valore nutritivo, lassativo e, nel caso vengano usate le bucce, anche astringente. Nicandro (III secolo a. C.) elenca ben quattro varietà di castagne: Lopima (difficile da sbucciare), Malaca (la tenera), Gimnolopa (senza peluria) e Sardinia (dal nome della città di Sardi, capitale della Lidia).
Saltando al Medioevo le castagne non solo si ritrovano come frutta di stagione o trasformate sui mercati delle città e anche sulle tavole dei ricchi, ma sono ormai diventate merce di scambio e di pagamento, come il grano, nonostante il frutto spunti prezzi sempre più bassi rispetto ad avena, segale e noci. Alla fine del Quattrocento, periodo di guerre e momenti di crisi, l’uso della farina di castagne si diffonde ulteriormente, compensando la carenza di cereali. Da tenere presente che anche la macinazione delle castagne poteva avvenire in ambito domestico e non prevedeva quindi il pagamento delle tasse sul macinato.
Molte sono le varietà dei castagni e di conseguenza anche delle castagne. Tali varietà dipendono innanzi tutto dall’altezza e dai luoghi in cui si coltivano, così che il paesaggio delle selve si configura con caratteristiche che variano da luogo a luogo. Praticamente in tutta Italia sono coltivati questi magnifici frutti, tra le migliori castagne dal Nord al Sud del Paese possiamo citare a titolo di esempio alcune località quali Cuneo (Piemonte), Combai (Veneto), Marradi e Monte Amiata (Toscana), Vallerano (Lazio), Montella (Campania, zona dell’Avellinese), Roccaspide (di nuovo Campania, zona del Cilento).

Al valore nutrizionale si associano i sali minerali
Per prima cosa togliamo un dubbio diffuso, la differenza tra castagne e marroni. Al contrario di quanto comunemente si pensa, non è una questione di misure: la distinzione commerciale delle varietà di castagno in marroni e castagne comuni poggia le sue basi sulle caratteristiche tecnologiche e gustative dei frutti (forma , colore, tipo di buccia, contenuto zuccherino) e non sulle dimensioni dei frutti. Ad un valore nutrizionale paragonabile a quello del pane integrale, le castagne associano anche sali minerali importanti come ferro, fosforo e potassio, vitamine B2 e PP, fondamentali per la salute dei tessuti, una buona percentuale di fibre e acido folico, una vitamina in grado di prevenire alcune malformazioni nel feto, motivo per cui le castagne sono un alimento da non trascurare durante la gravidanza e soprattutto tanti carboidrati complessi che le rendono una fonte di energia per l’intero organismo. Tuttavia, è proprio l’alta percentuale di carboidrati che rende le castagne un alimento abbastanza calorico da gustare con moderazione.

L’uso nella cosmetica e nella medicina popolare
Nei secoli le castagne ed anche le foglie sono state utilizzate sia in ambito cosmetico che nella medicina popolare: sono utili soprattutto nei periodi di stress e stanchezza, possono rivelarsi infatti un rimedio naturale nei casi di inappetenza o in quelli in cui si richiede un’alimentazione ricostituente. Senza contare che il loro potere energetico le rende perfette per chi pratica sport o svolge lavori particolarmente faticosi. Ma non solo: i principi attivi contenuti nelle foglie e nella corteccia di castagno sono un toccasana per combattere la tosse e disinfettare le vie respiratorie. Per sfruttarne tutte le proprietà benefiche è sufficiente preparare un infuso da riutilizzare anche come tonico astringente della pelle. La polpa delle castagne, invece, può trasformarsi in un’ottima crema fluida da utilizzare come detergente o maschera emolliente per il viso. Tutto questo basandoci su dati indiscutibili, ma l’esperienza di gustare un meraviglioso Montblanc fa parte di una tra le emozioni più gratificanti, come pure un cartoccio di caldarroste, che sanno scaldarci le mani e l’anima. Provare per credere.

*medico competente, consulente scientifico Qu.A.S.

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