Stavo analizzando i costi sanitari di Qu.A.S. nel 2014 e l’andamento per il 2015. Orbene, ci si sarebbe aspettato che, in coincidenza delle difficoltà del servizio sanitario, stante il sottofinanziamento dello stesso, i fondi avessero un notevole incremento della spesa e invece non è stato così. E non solo! I primi dati che ci pervengono dal Ministero della Salute mostrano che in Italia non è aumentata neanche la spesa “out of pocket”.

La diagnosi è facile. Dove c’è da pagare, anche se solo qualcosa, come franchigie o maggiori esborsi rispetto al rimborsato, molti rinunciano alle cure. Più significativamente colpite sono l’odontoiatria e la prevenzione.

Il Censis, in un recente rapporto, mette in evidenza come la contrazione delle spese per i servizi di welfare sia un fenomeno molto più ampio e in crescita, che coinvolge anche altri tipi di attività sanitarie e sociali.

“Nel 2014 nove milioni di italiani hanno rinunciato

a una prestazione sanitaria o l’hanno rinviata”

I numeri sono molto consistenti visto che sono stati oltre 9 milioni gli italiani che nel 2014 hanno rinunciato o rimandato una prestazione sanitaria.

Quasi un italiano su due smette di curarsi, oppure comincia a rinviare analisi cliniche e visite mediche.

La colpa è delle lunghe attese della sanità pubblica e dei costi ancora troppo elevati di quella privata, che spingono le famiglie a tirare la cinghia e a risparmiare anche sui servizi di welfare che prima ritenevano indispensabili.

Il rapporto Censis mette in evidenza che l’Italia ha una percentuale molto più alta rispetto al 7% della Francia e al 9% dell’Inghilterra e che si traduce in una spesa pro capite annua di circa 500 euro. Pagheremo un prezzo elevato in futuro? Sarebbe facile dire di sì, ma anche populista. Abbiamo indubbiamente passato un periodo di eccessi. Il sogno di un Paese tutto da curare, ammalati e sani. Una medicina che si era assunta il compito di prolungare indefinitamente le nostre vite con la prevenzione, imponendoci un percorso a ostacoli fatto di analisi a “go go” che portano ad altre analisi sempre più sofisticate. Forse non tutto il male vien per nuocere! Una razionalizzazione del sistema può essere veramente utile a tutti e a tutto.

Ma qualcuno deve prendere il comando di queste operazioni. L’appropriatezza di cui il Governo si fa vanto va condivisa, ma va supportata da linee guida serie espresse da organi realmente competenti, in grado di convincere non solo i medici di base o specialisti ma l’intera popolazione che spesso è più appropriata una radiografia di una risonanza magnetica.

Tanti i problemi da risolvere per non far pesare ciò che oggi accade sulle generazioni future: il problema della medicina difensiva, la prevenzione primaria dell’infanzia e dell’adolescenza, la prevenzione mirata per le grandi cause di morte come i tumori e le malattie cardiovascolari.

“Quasi un cittadino su due

smette di curarsi”

E perché no, l’accesso a cure odontoiatriche che salvaguardino non solo la salute ma anche la soddisfazione

di un bel sorriso. Perché anche questo va salvaguardato. Infatti, a incidere sul nostro stato di salute non sono solo i fattori che abbiamo preso in esame finora. Incide negativamente anche la mancanza di serenità e assenza di valori che sviluppino le virtù umane, come anche la spiritualità… e la crisi economica ha anche queste conseguenze. Inoltre, il senso di competitività e il materialismo che la fanno da padroni oggi, collegati alla mancanza di valori etici, mettono a rischio il nostro stato di salute in maniera pesante.

Accanto alla necessaria revisione di ciò che è essenziale per il nostro corpo, è necessario convincere tutti che vi sono cose che vanno fatte e che rappresentano le basi di un sano stile di vita in cui giocano grande ruolo l’alimentazione moderata, l’esercizio fisico, l’allontanamento da alcool e droghe, il fumo e lo stress psicofisico continuo.

Meno analisi e più attenzione a noi stessi. Facile a dirsi, difficile da realizzarsi, ma bisogna infondere in tutti noi che è la vera prevenzione per una sana e lunga vita.

 

F E R R U C C I O DARDANELLO

VicePresidente Qu.A.S.

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