Gli esiti del sondaggio promosso da Quas

CHIARA PASSI, SIMONA MAZZOLINI, SERENA ARDIMENTO*

Il 2020 è stato l’anno che più di tutti ha dispensato grandi e piccoli sconvolgimenti nella vita quotidiana delle persone. Dalle abitudini soggettive ai rapporti interpersonali, l’arrivo della pandemia ha dettato nuove regole e modificato consuetudini e usanze, imponendo una mediazione, a livello individuale come a livello sociale, tra i personali stili di vita e la tutela della propria e dell’altrui salute. Quando non ha investito in maniera diretta la salute delle persone, l’imperversare della malattia nel Paese ha in ogni caso provocato una serie di effetti collaterali che hanno interessato numerosi aspetti della vita quotidiana. Non ultimo, il limitato accesso all’offerta sanitaria, che ha generato un allungamento delle tempistiche per la fruizione di tali servizi, se non una vera e propria sospensione, e che si è reso responsabile in molti casi dell’insorgere e/o dell’inasprirsi di disturbi e patologie.

La Cassa, nell’ottica di offrire una proposta sanitaria più ampia possibile e consapevole degli impatti economici che sta avendo su imprese e lavoratori la fase pandemica, ha fin da subito messo in campo diverse misure a favore dei propri iscritti e delle aziende, dall’erogazione delle diarie straordinarie connesse all’emergenza Covid alla deroga del termine per il versamento dei contributi in caso di ricorso ad ammortizzatori sociali nel periodo dell’emergenza, disponendo misure atte a ridurre le tempistiche di rimborso, essendo questo un fattore non secondario per i quadri che anticipano le prestazioni.

Il filo diretto con gli Iscritti
Ma la necessità di un confronto immediato e franco con la propria utenza, sui temi correlati – direttamente o indirettamente – alla pandemia e sull’impatto che essa ha avuto nella fruizione delle prestazioni sanitarie e sulle abitudini personali, ha richiesto un intervento più diretto, che si è concretizzato con l’invito a partecipare ad un sondaggio, in forma anonima e aggregata, esteso all’intero corpo dei quadri Iscritti (oltre novantamila tra quadri in servizio e in quiescenza). Le domande sono state poste allo scopo di identificare tanto la composizione anagrafica dei partecipanti all’indagine, quanto il tasso di soddisfazione in merito ai servizi offerti da Qu.A.S e l’effetto della pandemia nel consumo sanitario e nell’eventuale insorgenza e gestione di patologie incidentalmente correlate alla diffusione del virus Sars-Cov2.
Il dato restituito dai partecipanti all’indagine (circa il 18 per cento del totale degli iscritti), mostra una popolazione in maggioranza presente nel Nord del Paese, con punte significative anche nel Centro, di età compresa tra i 44 e i 55 anni, prevalentemente maschile: il sondaggio fornisce, infatti, una fotografia dei partecipanti che staglia le lavoratrici dipendenti con qualifiche di quadro in una percentuale pari al 35% rispetto al 65% della popolazione maschile.

La customer satisfaction
Entrando nello specifico dell’offerta sanitaria erogata dalla Cassa, gli iscritti si dichiarano soddisfatti della qualità dei servizi offerti nella misura dell’81% (figura 1), il 22% dei quali si ritiene ampiamente soddisfatto. Numeri simili vengono restituiti anche in merito alla soddisfazione per la riduzione delle tempistiche di rimborso, che paiono congrue per l’82% dei quadri. Nell’ottica di fornire un servizio sempre più aderente alle reali esigenze degli Iscritti, si è chiesto di indicare in quali ambiti sia auspicabile un miglioramento delle prestazioni erogate: le segnalazioni degli iscritti forniscono, pertanto, indicazioni sui processi ritenuti opportuni, dallo snellimento delle procedure per la richiesta di rimborso – evidenziato dal 38% degli iscritti – ad una implementazione dei sistemi di contatto, siano essi il ricorso al sito istituzionale (21%), l’assistenza telefonica (25%) o quella tramite contatto email (16%). Ambiti per i quali la Cassa si è spesa fin da subito e che trovano nella pubblicazione trimestrale di questa rivista (regolarmente consultata dal 54% dei partecipanti all’indagine) un valido supporto nel quale c’è l’aspettativa di trovare soprattutto istruzioni dettagliate per conoscere le procedure di rimborso (importante per il 20% degli aderenti al sondaggio), approfondimenti sulle prestazioni erogate in forma diretta e sulle strutture convenzionate (33%) e le novità inserite annualmente nel Nomenclatore Tariffario (27%).

Figura 1

L’impatto della pandemia sulla percezione dello stato di salute e sulla domanda sanitaria
Per il 57% del campione raggiunto, l’emergenza epidemiologica non ha comportato significative variazioni rispetto all’abituale consumo sanitario, mentre il restante 43%, conseguentemente alla decisione – da parte di numerose strutture sanitarie – di disporre in via precauzionale la sospensione momentanea di alcuni servizi, ha dovuto provvedere altrimenti: circa tre quarti degli iscritti si è risolta a posticipare ad altra data le prestazioni prenotate, mentre il restante quarto le ha annullate del tutto (figura 2).

Figura2

Significativi i dati relativi all’impatto che l’emergenza epidemiologica e le conseguenti disposizioni a tutela della salute pubblica (primo fra tutti il ricorso alle misure di confinamento e restrizione alla circolazione) hanno avuto sulla salute degli iscritti: nonostante soltanto un 15% degli iscritti abbia ravvisato un aggravamento delle patologie preesistenti, quasi un terzo del campione raggiunto (il 31%) segnala, invece, un peggioramento dello stato di salute generale.

I disturbi che hanno maggiormente interessato la popolazione, stando al sondaggio (figura 3), sono soprattutto quelli legati all’aumento di peso corporeo (afferente al 28% degli intervistati) e quelli legati all’insonnia (che pesa per il 32%), assieme ai disturbi osteoarticolari, nota dolente per il 18% degli interessati: da notare che, in ragione di una prevalenza di fruitori di sesso maschile dei servizi forniti dalla Cassa, mentre per questi ultimi il lockdown ha comportato per lo più un malessere a livello di insonnia e aumento di peso corporeo, il campione femminile ha rappresentato un maggior disagio riguardo i problemi circolatori e quelli osteoarticolari.

Figura 3

In conclusione
Il primo sondaggio indirizzato alla totalità degli iscritti, e al quale hanno risposto in 14.000, ha fornito una serie di dati utili e significativi, evidenziando i reali punti di forza della Cassa e gli ambiti di miglioramento anche in una situazione inedita ed emergenziale come quella della pandemia.
Questo consentirà alla Cassa di guardare in prospettiva l’insieme delle proprie attività, partendo dal parere degli iscritti, al fine di fornire un sistema di supporto al Welfare che sia, sempre più, in linea con le loro esigenze.

 

Figura 4
N.B.: le percentuali sopra indicate si riferiscono a domande che prevedevano la possibilità di risposta multipla

 

*Ufficio Comunicazione Qu.A.S.

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