Ogni anno in Italia si registrano 360.000 nuovi casi di cancro, circa 1.000 ogni giorno, che nonostante le cure sempre più efficaci producono oltre 175.000 decessi. La distribuzione geografica “privilegia” le regioni settentrionali dove si riscontra il 30% in più di nuovi casi.

Molti pazienti possono essere curati in maniera efficace con una percentuale di successo molto elevata se diagnosticati precocemente.

Le neoplasie del colon-retto sono le più frequenti (oltre 50.000 nuovi casi annui) seguite dal carcinoma mammario (46.000 nuovi casi), del polmone (38.000 nuovi casi, 25% solo nelle donne), della prostata (36.000 nuovi casi). La mortalità per cancro, con il 30% dei decessi, rappresenta attualmente la seconda causa di morte nel nostro paese superata solo dalle malattie cardiovascolari (38%).

L’indicatore più sensibile per valutare l’efficacia nel curare le malattie oncologiche è la sopravvivenza dei pazienti. Nel nostro Paese il 61% delle donne ed oltre il 52% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi (con un vantaggio a favore dei pazienti del centro-nord). Questo risultato, enormemente migliorato negli ultimi anni, è in buona parte merito dello screening oltre che della maggiore efficacia delle cure antineoplastiche specifiche che, con un approccio sempre più multidisciplinare, permettono di affrontare la malattia in modo più completo.

La sempre maggiore conoscenza delle patologie tumorali, della loro diversificazione e della loro complessità, ha presentato negli ultimi decenni continue nuove sfide all’Oncologia moderna.

Un più accurata comprensione dei meccanismi che sostengono la crescita tumorale ha consentito lo sviluppo di terapie sempre più sofisticate e mirate ai singoli istotipi neoplastici. Così, dalla seconda metà del secolo scorso, i tre principali metodi di trattamento antineoplastico, la chirurgica, la chemioterapia e la radioterapia, hanno affrontato un processo di sviluppo procedendo su binari paralleli. Negli ultimi decenni l’evidenza della necessità di integrare tra loro questi trattamenti ha modificato la visione dell’intero percorso di cura del paziente oncologico. Dapprima, l’evidenza che la chemioterapia precauzionale e la radioterapia fossero in grado di ridurre il rischio di recidiva di diverse neoplasie ha portato i chirurghi, gli oncologi e i radioterapisti ad avere un più stretto rapporto di collaborazione nell’interesse del paziente.

Successivamente, perseguendo l’ottica dell’approccio multidisciplinare, sono nate tecniche di cura che prevedono l’utilizzo simultaneo di trattamenti diversi come la chemio-ipertermia intraoperatoria, la radio-chemioterapia e tutte le tecniche di palliazione dei sintomi (terapia del dolore, supporto psicologico, supporto nutrizionale).

Diretta conseguenza dell’introduzione di queste tecniche è stata la necessità di adattare le strutture sanitarie alle nuove esigenze. Non è attualmente accettabile la frammentazione del percorso di cura di patologie complesse e impegnative quali sono le malattie tumorali.

Per esempio in altre realtà europee esiste una legislatura che obbliga i Medici a confrontarsi collegialmente prima di condividere la decisione terapeutica di alcune patologie oncologiche.

L’esperienza della Casa di Cura Marco Polo, struttura monospecialistica oncologica della regione Lazio, ha dimostrato come si possa offrire al paziente neoplastico un percorso di cura completo se si tiene ben a mente l’ottica dell’approccio multidisciplinare. Una Radiologia dedicata, unservizio di Radioterapia, una Medicina Nucleare, un ambulatorio di Endoscopia Gastroenterologica e diversi Professionisti (Cardiologo, Endocrinologo, Dermatologo, Chirurgo Plastico, ecc.) sono strumenti importantissimi al servizio dell’Oncologo Clinico, così come l’esperienza maturata dai Medici della struttura nelle terapie antalgiche.

La suddetta organizzazione consente di poter trattare patologie complesse che solitamente richiedono una organizzazione sanitaria di livello superiore.

Particolarmente interessante è l’esperienza con la chemio-radioterapia nel trattamento di alcune neoplasie solide.

Le patologie nelle quali il trattamento concomitante ha avuto una efficacia comprovata sono diverse. Le patologie del distretto cervico-facciale (tumore del rinofaringe, orofaringe, ecc) sono frequentemente trattate con radioterapia ad alte dosi associata a chemioterapia antiblastica con derivati del platino, somministrati per alcune settimane in concomitanza al trattamento radioterapico a dosi inferiori a quelle che verrebbero prescritte con la chemioterapia come unica modalità terapeutica.

Il tumore del retto in fase neoadiuvante, cioè prima dell’intervento chirurgico, è ormai trattato quasi sempre con radio-chemioterapia con la possibilità di evitare una chirurgia demolitiva, conservando lo sfintere anale e ottenendo una migliore qualità della vita e un maggior controllo di malattia.

Anche per i tumori cerebrali, quali lo glioblastoma multiforme, l’associazione tra radioterapia e chemioterapia ha portato un significativo aumento di sopravvivenza conseguito dall’associazione delle due modalità terapeutiche in fase concomitante e adiuvante.

Nei tumori dell’esofago e dell’ano lo standard è ad oggi il trattamento radio-chemioterapico sia in fase concomitante che adiuvante. Altre patologie che si giovano del trattamento integrato sono quelle ginecologiche, toraciche e pancreatiche.

Nel nostro Centro la presa in carico di un Paziente solitamente segue un percorso standard con una valutazione multidisciplinare alla luce di un corretto e integrato iter diagnostico. Il paziente viene valutato globalmente sia per quello che concerne la patologia neoplastica che per le comorbidità e per l’aspetto psicologico.

Alla prima valutazione oncologica segue solitamente un percorso diagnostico, utilizzando diverse metodiche strumentali (TAC, PET-TAC, Metodiche Scintigrafiche), al fine di inquadrare il paziente nella complessità della propria patologia.

Successivamente tutti i Medici della struttura che si fanno carico del trattamento (Oncologi e Radioterapisti) tramite un confronto collegiale decidono l’iter terapeutico personalizzato più appropriato. Da questo momento in poi tutte le fasi del trattamento sono sotto la supervisione di personale medico e infermieristico specializzato nel campo oncologico.

La disponibilità di un reparto di ricovero permette di affrontare anche le situazione più complesse dal punto di vista clinico integrando il trattamento oncologico con una adegua assistenza internistica.

Consolidati rapporti di collaborazione con varie strutture chirurgiche della nostra Città e con servizi che si occupano di terapia di supporto e palliazione sul territorio, completano l’offerta terapeutica della Casa di Cura Marco Polo.

L’approccio multidisciplinare rappresenta la strada più moderna ed efficace nella cura delle malattie oncologiche, fornendo al paziente il miglior trattamento e la migliore assistenza possibile. La collaborazione e l’interazione tra specialisti costituisce la risposta della medicina moderna alle malattie tumorali fornendo un percorso di cura più adeguato alla eterogeneità e alla complessità delle malattie oncologiche.

Dott. Alessandro Lembo

Responsabile Unità Operativa di Oncologia Medica Casa di Cura Marco Polo – Roma

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