L’attività sportiva è la medicina del benessere

FRANCO FRAIOLI *

 

Recentemente uno studio del National Cancer Institute USA mette in correlazione l’esercizio fisico con una minore probabilità di ammalarsi di cancro. Lo studio eseguito su circa un milione e mezzo di persone ha stabilito che addirittura in alcuni tumori il rischio crolla di oltre il 20% fino ad arrivare al 42% in meno di probabilità di ammalarsi del cancro dello esofago.

Ma non è l’unica notizia! L’attività fisica è una vera e propria medicina per star meglio e combattere molte malattie. Con l’attività fisica si prevengono obesità, sovrappeso e fumo, tutti fattori di rischio importanti le cui conseguenze patologiche sono ben note, spaziando da patologie tumorali a diabete, a malattie cardiocircolatorie e dei polmoni.

Potremmo definire tre tipi diversi di prevenzione. La primaria che contrasta l’insorgere di una patologia, la secondaria che riguarda la possibilità di fare diagnosi precoci e la terziaria che cura e riduce i danni prodotti da una patologia limitandone le complicazioni. L’esercizio fisico può agire in tutte e tre questi livelli di prevenzione e numerosi studi hanno dimostrato come sia il miglior coadiuvante per rispettare i diversi momenti preventivi. È chiaro che la società moderna ha a disposizione molti mezzi che aiutano la “pigrizia” (automobili, ascensori, telecomandi, etc.) che portano alla necessità di eseguire movimenti non automatici ma programmati e spesso mancano la buona volontà e la determinazione ad eseguirli.  Conseguentemente la qualità della vita apparentemente migliorata è in realtà peggiorata.

Ma quali sono i limiti nell’esercizio dell’attività fisica utile al raggiungimento di un auspicato benessere?  È evidente che le esagerazioni in questo campo possono essere dannose. L’esercizio fisico va commisurato allo stato di salute individuale, all’età, al sesso ed alla propria individuale struttura fisica.  Anche in tale caso il motto “est modus in rebus” dovrà essere la linea guida da seguire. La moderazione è essenziale, mentre l’esagerazione può addirittura provocare danni. Alcune malattie delle ossa, del cuore, dei reni, possono essere provocate da un eccesso di esercizio fisico: lo testimoniano danni che sono ben riscontrabili negli sportivi professionisti. Notizie fornite dai media sulla capacità di secernere sostanze benefiche (come le endorfine) o neurotrasmettitori benefici hanno indotto ad esagerare provocando esattamente l’opposto: danni anziché vantaggi.

Il consiglio più logico è scegliere con l’aiuto di un professionista medico (specialista in medicina dello sport, medicina interna, cardiologia, endocrinologia e malattie del metabolismo) uno sport idoneo alla nostra struttura fisica. Molto spesso basterà fare solo delle belle passeggiate all’aria aperta e/o riprendere le sani abitudini di non usare l’ascensore, limitare l’uso della macchina ed in genere essere meno pigri nelle attività quotidiane.

 

Elenchiamo alcuni benefici che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS)  ha indicato nell’esercizio costante dell’attività fisica:

 

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  • Apparato cardiovascolare. Migliora la funzione cardiaca in generale. Nei ragazzi in fase di crescita aumentano le cavità degli atri e dei ventricoli, le pareti diventano più forti e il cuore ha maggior forza di pompaggio per arrivare meglio in tutti i territori anche i più lontani. Migliora fortemente l’utilizzo  dell’ossigeno, aiuta a prevenire malattie croniche come l’ipertensione arteriosa, l’ictus, le malattie coronariche e le cardiopatie.
  • Metabolismo e composizione corporea. Aumenta la massa muscolare con migliore metabolismo locale migliorando il dispendio energetico, diminuisce le riserve adipose (chiaramente in abbinamento con un regime alimentare adeguato) ed impedisce l’accumulo improprio di mucopolisaccaridi (cellulite). Previene il diabete di tipo 2 e la cosiddetta sindrome metabolica.
  • Apparato muscoloscheletrico. Migliora la forza, il trofismo muscolare e l’elasticità dei muscoli; migliora la coordinazione, l’equilibrio e nelle persone anziane il rischio di cadute; ritarda l’insorgenza dell’osteoporosi e ne rallenta l’avanzamento. Nelle donne post menopausa l’esercizio costante produce effetti positivi sensazionali.
  • Livello psicologico. È stato dimostrato come l’esercizio fisico moderato garantisce benefici a livello emotivo, incrementa l’energia relazionale, rafforza prospettive ottimistiche della vita e l’immagine positiva di sé. Importanti sono gli studi compiuti sullo stress che viene fortemente limitato da un sano esercizio fisico costante. Agisce positivamente sulla qualità del sonno e del riposo notturno.

 

Sembrerebbe una panacea universale! Nella realtà è un importante ausilio ma va fatto, come detto, con criterio e con i giusti consigli.

Concludiamo ritenendo che ogni individuo giovane, adulto, anziano, uomo o donna debba assumere un atteggiamento positivo verso qualsiasi forma di  movimento abbinato ad un coerente stile di vita. Dobbiamo sforzarci di superare le nostre pigrizie, ma fondamentale sarà educare i nostri figli di modo che da adulti divenga naturale l’esercizio automatico di una attività fisica costante e piacevole.

 

 

* Specialista e docente di Endocrinologia e Malattie Metaboliche

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