Con le giuste cautele possibili ferie senza timori

*MARCO TURBATI

Dove e come potremo andare in vacanza questa estate? Siamo nella fase 2 cioè quella in cui possiamo e dobbiamo andare verso un ritorno alla nostra vita pre coronavirus, ma purtroppo dobbiamo prendere atto che con le liberalizzazioni che sono state decise e concesse (almeno sino al momento in cui queste riflessioni stanno andando ad essere pubblicate) la pandemia non può considerarsi superata, o meglio i numeri dei contagi e delle vittime sono certamene diminuiti rispetto ai terribili giorni di marzo, ma la circolazione del virus è sempre presente, poiché sino al momento in cui non sarà stata sviluppata, e diffusa nella intera popolazione, la vaccinazione o si avrà un così elevato numero di persone che abbiano sviluppato una immunità, dovremo tenere in giusta considerazione il rischio di infettarci.
Gli italiani hanno ormai imparato che alla base di una vera prevenzione dal coronavirus ci sono quattro pilastri: il distanziamento, le mascherine, i guanti, i prodotti igienizzanti. Il governo, le Regioni e i Comuni hanno già varato misure chiare e dettagliate, ad esempio per l’accesso e l’uso delle spiagge libere e degli stabilimenti balneari, dei rifugi montani, degli alberghi, dei ristoranti, degli agriturismi e così via. A quali consigli, a quali cautele sarà necessario attenerci in ogni caso per trascorrere il più possibile serenamente l’imminente stagione estiva e le agognate vacanze?
Le istituzioni e i diversi enti preposti alla gestione dell’emergenza sanitaria e alla ripresa delle attività sociali hanno emanato, e continuamente aggiornano, indicazioni a cui tutti dobbiamo allinearci. Ciò vale per ogni cittadino e, maggiormente, per le strutture che accoglieranno i clienti, sia pure con i limiti e i vincoli opportuni, con la duplice intenzione di riprendere il lavoro e di garantire agli ospiti un riposo, uno svago, un soggiorno senza rischi.

Tutti dobbiamo smaltire lo stress accumulato
ma senza rinunciare alle regole di prevenzione

Potrà sembrare strano pensare di andare al ristorante o a fare colazione mantenendo la distanza con i vicini di tavolo, andare a nuotare e non poter conversare liberamente con il vicino di ombrellone se non vi è la distanza di sicurezza (almeno un metro) o rinunciare alle tavolate con tanti amici e conoscenti. Dopo questo periodo di forzata “clausura” tutti vorremmo tornare a godere dei meravigliosi vantaggi di terme, saune e bagni turchi, riprendere a frequentare la palestra per compensare il lungo periodo di forzata sedentarietà. Ma ciò non potrà essere possibile nelle modalità che avevamo conosciuto nelle precedenti estati. Questo non vuole dire che non dovremo godere delle meritate vacanze per ridurre lo stress che, per tantissime ragioni, si è accumulato. Dovremo però farlo in sicurezza, senza pericoli ulteriori, per il beneficio di tutti.
Le strutture di ospitalità sono chiamate ad organizzarsi per garantire la tranquillità dei clienti: così, per esempio, la stanza dove “convive“ un nucleo familiare non subirà particolari modifiche, mentre gli spazi comuni dovranno seguire le regole previste (uso di distanza tra le persone, uso di mascherine obbligatorie in ambienti chiusi, importante e continua attività di igienizzazione negli ambienti, maggiore pratica possibile di attività all’aria aperta laddove non si abbia, se si mantengono le corrette distanze, il rischio di trasmettere, e di ricevere, la contaminazione virale).
I viaggi sono l’altro punto dolente. Premesso che difficilmente sarà possibile volare verso mete estere, anche le vacanze in altre regioni d’Italia saranno, appena possibili, una meravigliosa esperienza. Luoghi, paesaggi, tradizioni bellissime da scoprire o da riscoprire. Sarà però necessario porre le corrette attenzioni (ancora con l’uso di guanti e detergenti per evitare di trasferirci l’un l’altro eventuali virus toccando oggetti infettati precedentemente come maniglie, corrimano, pulsantiere o altro).
Anche chi ha la fortuna di avere una casa in zone di vacanze o i camperisti non saranno esentati dal dovere e dal beneficio di porre in atto di tutte le attenzioni relative al distanziamento sociale o ai contatti con superfici che possano essere contaminate .

Anche in tempi di virus valgono sempre
i consigli “tradizionali” per soggetti fragili e bambini

Queste regole essenziali valgono ovviamente per ogni località scelta, mare montagna, collina o campagna. Ognuno di noi potrà scegliere la vacanza che meglio si addice alle proprie abitudini e preferenze, e alle proprie tasche. Ma dovremo tutti, purtroppo, evitare gli assembramenti, le riunioni familiari troppo numerose, dovremo cambiare abitudini, finché lo sviluppo della ricerca scientifica e l’affinamento delle terapie cliniche non porteranno al progressivo contenimento e superamento della pandemia.
La scelta del luogo ove passare la villeggiatura non è certamene variata rispetto agli altri anni, i soggetti particolarmente fragili dovranno sempre evitare situazioni climatiche estreme (aree troppo calde specie se con un alto tasso di umidità o altezze superiori agli ottocento metri), i bambini potranno godere del mare e anche del sole, evitando l’esposizione prolungata, però, specie nelle ore più calde.
In conclusione, non dobbiamo temere queste vacanze. Anzi, attendiamole con fiducia e con la certezza che con le necessarie, indispensabili, giuste attenzioni, saranno le nostre vacanze, mai prima d’ora tanto attese con la responsabilità e la dedizione di cui abbiamo saputo dare prova in questi mesi così difficili, dolorosi e sconcertanti.

*medico competente, consulente scientifico Quas

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