Con QuAS nelle nuove frontiere della medicina preventiva

FRANCO FRAIOLI *

Come ben noto, la QuAS nell’ambito delle proprie iniziative istituzionali ha immesso importanti programmi di prevenzione tra cui la prevenzione cardiovascolare e quella in ambito neoplastico e, più precisamente, le neoplasie dell’apparato genitale femminile e della mammella nella donna e le neoplasie prostatiche nell’uomo. Non può sfuggire la scelta strategica del Fondo di inserirsi nell’ambito della più moderna ed evoluta assistenza sanitaria, operando la scelta del prevenire prima di curare. Scelta in linea con le più evolute concezioni gestionali della salute. Tuttavia osserviamo a posteriori uno scarso ricorso da parte degli assistiti a questa possibile offerta e chiedendomene i motivi cercherò di promozionare questa attività sanitaria fondamentale per una corretta gestione della salute dei nostri assistiti ricordando che la QuAS ha creato pacchetti di prevenzione tra i più moderni ed in linea con le più avanzate linee guida delle società scientifiche internazionali.
Woody Allen in un suo film immagina un divertente monologo post mortem dal paradiso: considerava che aveva passato la vita a stare attento a quello che mangiava, a come respirava… a non avere rapporti sessuali particolari, a non bere, a non fumare… dopo una breve riflessione diceva… sono vissuto nove mesi in più… però ha piovuto sempre… Questa divertente storiella è quanto di più antieducativo si possa pensare. I maggiori nemici della prevenzione siamo noi stessi, in quanto fare una corretta prevenzione significa fare qualche rinuncia, condurre un certo stile di vita, sottoporsi a controlli… e non sempre è accettabile questo modello. Si aggiunga poi che in tutti noi c’è una dose di paura, di ipocondria, di voler mettere la testa sotto la sabbia e si otterrà un modello di vita purtroppo frequente che è quello del fatalismo, della serie: “«Tanto, di qualcosa bisogna morire… oppure quando tocca tocca… o meglio vivere un giorno da leoni… oppure, peggo, tanto non c’è niente che si possa fare se sono predestinato…».

“È cresciuta la qualità della nostra esistenza,
non solo la durata media della vita da 50 a 90 anni”

Le cose non stanno così: è attraverso la prevenzione, specie primaria, che la nostra vita media è passata negli ultimi cinquant’anni da 50 anni a quasi 90, specie nelle donne. Ma ciò che è ancora più importante è che attraverso la prevenzione è migliorata la qualità della vita, specie in quella parte che non appartiene più alla giovinezza.
Prevenzione significa letteralmente venire prima, precedere un evento dannoso. Se noi veniamo prima dell’insorgere della malattia possiamo evitarla, o quanto meno limitarne i danni. La prevenzione può essere diretta o indiretta. La prevenzione diretta tende ad eliminare le cause dirette di una malattia. È il caso dell’eliminare microbi o virus patogeni, correggere errori o deficienze alimentari, bonificare ambienti malsani, eliminare intossicazioni croniche come avviene in alcuni ambienti di lavoro, eliminare alcoolismo e tabagismo. La prevenzione indiretta tende ad eliminare o rimuovere quelle condizioni che possono favorire l’insorgenza di stati morbosi. Rientrano in questo campo le vaccinazioni, gli stili di vita salutistici, il rafforzamento delle difese organiche.
È evidente che la prevenzione primaria sarà la più efficace in quanto basata sulla conoscenza delle cause della malattia e quindi mirata. Più complessa la prevenzione secondaria, in quanto spesso non si conoscono le cause della malattia e quindi questa forma di prevenzione è basata o sul prevenire le concause supposte o comunque nell’individuare la malattia nella fase iniziale per poterla curare con alte percentuali di successo. Paradigma della prevenzione secondaria sono le malattie neoplastiche.La medicina preventiva è oggi branca ufficiale della medicina moderna. Esiste oggi una specializzazione specifica denominata Igiene e Medicina preventiva ed è la specialità medica che si occupa della prevenzione della malattia e del miglioramento delle condizioni di salute. Nella seconda metà del secolo scorso, questa parte della medicina è stata oggetto di particolare attenzione da parte delle autorità sanitarie preposte all’assistenza sanitaria ed è stata oggetto di numerosi scontri e dibattiti per i notevoli costi per la comunità che i programmi di medicina preventiva comportano. Il terzo millennio vede ormai tutti concordi nel superamento di questo dibattito. La prevenzione è necessaria, efficace e tende nel tempo a far risparmiare, non a destinare risorse suppletive. Da qui la ormai assoluta determinazione di tutti i governi occidentali a varare programmi di medicina preventiva, riguardanti sia l’intera popolazione sia i singoli individui.

“La nuova sfida sono le patologie croniche:
il diabete, l’arteriosclerosi, le malattie genetiche”

Storicamente le prime forme di medicina preventiva riguardavano le malattie infettive e comportavano l’adozione di norme igieniche oltre che l’isolamento dei malati, la costruzione di sistemi fognari, la sepoltura idonea dei morti. Ai primi del XIX secolo si diceva che il grado di civiltà di una nazione si misurava con il consumo di sapone della popolazione. Oggi siamo giunti a forme sofisticatissime di prevenzione che passano attraverso il controllo dell’ambiente e dei cicli di produzione industriale, la tutela della sicurezza, la prevenzione degli incidenti etc. Da qualche tempo la medicina preventiva si occupa della prevenzione di malattie croniche come il diabete, l’arteriosclerosi, le malattie genetiche etc. Ed i sistemi sanitari hanno cominciato ad occuparsi della prevenzione individuale oltre che di massa. Sono quindi in atto – e sempre più presenti – campagne di informazione sui modelli di comportamento individuale. Tutti i media ormai consigliano diete appropriate, regimi salutistici, il dormire a sufficienza e lo svolgere regolare attività fisica.
Per ridurre il rischio di cardiopatie si consiglia di ridurre il consumo di grassi animali e di attuare un congruo stile di vita comprendente vita all’aria aperta e moto. I dentisti consigliano la profilassi con il fluoro per i bambini con i denti decidui. Medici ed autorità sanitarie incoraggiano a smettere di fumare.
I dermatologi consigliano di evitare esposizioni prolungate ai raggi solari. Infine ricordiamo l’uso di vitamine appropriato alla prevenzione di molte malattie, comprese, pur se l’argomento è controverso, le neoplastiche.
Grande fervore quindi in questo settore. La Quas ha avvertito questa esigenza ed ha voluto contribuire al consolidamento di questa encomiabile tendenza. Perché non approfittarne?

* Direttore Qu.A.S.

La base di tutto? Lo stile di vita

  1. Mangiare per vivere e non vivere per mangiare.
  2. Alleniamo sia il fisico che la mente.
  3. La vita sedentaria e pigra porta gravi danni.
  4. Alleniamo la nostra mente alla serenità.
  5. Poco alcool, niente droghe, niente tabacco.
  6. Una sana e soddisfacente vita sessuale.
  7. Viviamo il più possibile all’aria aperta lontano dalle grandi città.
  8. Teniamo il corpo sempre pulito con particolare attenzione alle mani, ai denti e all’apparato genitale.
  9. Dormiamo sereni né troppo né poco. Alziamoci presto e non andiamo a dormire tardi.
  10. Ricordiamo sempre quanto diceva Orazio: «Est modus in rebus».

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