Consigli al paziente nell’era delle strutture low-cost

GIANFRANCO CARNEVALE*

In una società confusa per la mancanza di valori e stanca per il perdurare di una crisi economica decennale, la presenza di un Sistema Sanitario Nazionale che fornisce al malato assistenza gratuita dà alla popolazione italiana un giusto sentimento di sicurezza e pone la nostra nazione tra le più civili del mondo occidentale. Le terapie odontoiatriche sono tuttavia solo marginalmente coperte dal SSN e più del 90 per cento delle cure vengono eseguite presso singoli studi medici o strutture sanitarie private. Essendo il servizio a pagamento, diverse società di capitali hanno invaso negli ultimi dieci anni il mercato odontoiatrico con centri low-cost. Oggi il mercato offre, con pubblicità spesso ingannevoli, terapie complesse eseguite con tempi e costi che non possono garantire una prestazione sanitaria adeguata. In questa confusione, è importante che il paziente impari a distinguere quali strutture odontoiatriche seguono un codice etico professionale – tale da guidare l’équipe medica verso una filosofia di trattamento del paziente e un codice comportamentale di principio – che non rincorra lo sterile risultato del profitto. Ma quali sono le caratteristiche che il paziente può ricercare per fare la scelta più sana?

  •  l’importanza centrale data alla prima visita
  • l’attenzione dedicata all’igiene orale domiciliare del paziente
  • un chiaro protocollo terapeutico per il proprio piano di trattamento
  • trasparenza su tempi e costi necessari, determinati dalla complessità delle cure

In odontoiatria, la prima visita è l’atto medico più importante, perché è il momento in cui si formula una diagnosi delle varie malattie della bocca e si decide come impostare il piano di trattamento. Il tempo necessario per una visita accurata non può essere inferiore alla mezz’ora e per casi complessi spesso è necessaria un’ora intera.

I pazienti devono considerare la bocca come qualsiasi altro organo del corpo; un dente non è un’entità isolata ma uno degli elementi del complesso cavo orale. Le due malattie più frequenti della bocca sono la carie e la parodontite. Tutti sappiamo cos’e la carie, ma pochi hanno le idee chiare sulla parodontite (anche detta piorrea): è un’infezione delle gengive causata da un’igiene orale sbagliata. La flora batterica presente nella bocca si accumula nella parte marginale del dente, la colonizza e distrugge l’attacco tra dente, gengiva ed alveolo. Con il passare del tempo, i denti si spostano e cominciano a vacillare. Quando si arriva a questa gravità la malattia, che è generalmente asintomatica, diventa spesso sintomatica con la comparsa di ascessi.

È anche importante sapere che c’è una correlazione certa e significativa tra presenza di infezione alle gengive e difficoltà del controllo della glicemia dei pazienti colpiti da diabete di tipo II. Inoltre i pazienti affetti da parodontite corrono un rischio più alto di avere infarto del miocardio e malattie polmonari. Poiché l’igiene orale spontanea che il paziente pone in essere quotidianamente è generalmente sbagliata, risulta fondamentale che l’igienista insegni in poltrona come svolgere un’igiene corretta, prevedendo l’uso dello spazzolino e del filo (o spazzolino) interdentale.

Perché è così importante che l’igiene del paziente sia corretta? Sia la carie che la parodontite sono causate dai batteri che si accumulano sui denti e la maggior parte delle cure sia conservative (otturazioni e intarsi) che protesiche (capsule e ponti) non possono essere eseguite correttamente in presenza di sangue o saliva. Senza una buona igiene orale non si devono fare impianti, per l’alta probabilità di infezioni, né vanno eseguiti interventi di chirurgia parodontale, perché la guarigione non è sufficientemente buona e permane una alta percentuale di recidive di malattia. Formulare un piano di trattamento che segua un protocollo terapeutico è sempre necessario. Con la presenza di una malattia gengivale, prima di qualsiasi altra azione terapeutica, va presa sotto controllo l’igiene orale del paziente e di conseguenza va controllata l’infiammazione delle gengive. Solo in assenza di infiammazione è possibile impostare un piano di trattamento parodontale e ricostruttivo. Quindi, nei casi dove sono presenti problemi gengivali, dopo la prima visita seguirà sempre una fase di riabilitazione igienica orale e solo al termine di questa, durante la rivalutazione, può essere impostato un piano di trattamento definitivo per curare le varie patologie da cui è affetta la bocca del paziente. Le terapie devono seguire un iter logico e consequenziale, secondo una predefinita sequenza di trattamento.

Infine, ma non di minore importanza, è utile ricordare che i tempi e i costi per una cura seria non sono contraibili oltre un certo limite. Il paziente ha bisogno di comprendere che per effettuare prestazioni corrette è necessario dedicare del tempo. In qualsiasi struttura, pubblica o privata, il tempo ha un peso economico con costi fissi poco comprimibili se si desiderano soluzioni durature. Non si può fare un’otturazione in meno di mezz’ora, né una cura canalare in meno di un’ora, né un intervento parodontale o implantare in meno di un’ora e mezzo. Ci conforta osservare come lo stato e i fondi di assistenza sanitaria integrativa più lungimiranti aiutino, sempre di più, il paziente-contribuente a sostenere simili spese, aumentando la deducibilità delle prestazioni o rimborsando (in parte o integralmente) il bisogno di cure affrontato.

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* Presidente Comitato Italiano di Coordinamento delle Società Scientifiche Odontostomatologiche

Responsabile scientifico Polo Odontoiatrico – Centro Diagnostico Ostiense